Il laboratorio di filosofia si propone come percorso formativo-esperienziale rivolto ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e della scuola secondaria, che si affianca all’attività didattica con l’intento di costruire un lavoro comune in divenire, finalizzato a valorizzare il potenziale motivazionale, cognitivo, emozionale e relazionale degli alunni.

L’obiettivo generale del laboratorio è la creazione una “comunità di ricerca” all’interno della quale si aprano percorsi di riflessione meta-cognitivi ed esperienze socio-emotive, attraverso l’attivazione del dialogo filosofico e la ricerca comune di possibili nuovi e differenti modelli di lettura della realtà nella sua complessità.

La proposta tiene conto della specifica realtà del contesto scolastico in cui si inserisce, del clima, della cultura e delle dinamiche organizzative. L’attività proposta si ispira al curricolo della Philosophy for Children (P4C) di Matthew Lipman che ha alla base:

  • la prospettiva di un progetto di sviluppo della persona in cui la dimensione soggettiva si dispiega e contestualizza nella co-costruzione sociale delle idee e nella responsabilità condivisa delle azioni;
  • una forte valenza motivazionale implicita nell’educare al confronto, a coltivare in modo fecondo il dubbio, ad insistere nella riflessione razionale e nella conoscenza di sé;
  • una implicazione didattica che riguarda la necessità di sostenere ambienti di apprendimento-insegnamento centrati sulla componente dialogico-discorsiva della conoscenza.

Il Laboratorio di filosofia non si prefigge l’insegnamento della filosofia ma l’attivazione e la promozione di processi di riflessione. La filosofia diventa un metodo e un’attività riflessiva che utilizza il linguaggio quotidiano e lo raffina in modo tale da renderlo capace di dare un senso al mondo e all’uomo. L’attività muove dal presupposto che il pensiero filosofico non appartiene solo agli adulti ma, poiché si basa sull’interrogare, è presente soprattutto nei bambini, che di domande ne fanno e il più delle volte non per avere risposte ma per il piacere di farle.

L’idea guida del laboratorio consiste dunque nel favorire il processo di riflessione autonoma attraverso i canali comunicativi più vicini al bambino come per esempio la lettura di storie, le attività grafiche, l’invenzione di racconti. Un approccio alla conoscenza che nasce da una verità non data, facendo leva sull’attitudine al ragionamento espresso nel naturale atteggiamento infantile di cercare risposte ai suoi numerosi perché, sostenendo alunni e docenti in una comune ricerca del sapere. Il laboratorio si configura come una modalità di lavoro in cui la qualità delle interazioni favorisce il pensiero e l’apprendimento e insieme sviluppa la comprensione reciproca, la condivisione e la co-narrazione, essenziali affinché i processi di apprendimento siano anche processi di sviluppo integrato del sé e di partecipazione alla vita sociale. L’esercizio critico del pensiero, l’incontro con temi che stimolano una ricerca di conoscenza, il confronto con diverse ipotesi di interpretazione del mondo, l’apertura alla dimensione filosofica dell’esperienza, presentano un significato costruttivo nella formazione della persona non solo dal punto di vista teoretico ma anche etico e sociale. L’essere consapevole delle proprie assunzioni, il riconoscere l’importanza del ragionamento, del dialogare e quindi dell’argomentare, consente di effettuare scelte più consapevoli e di maturare atteggiamenti più democratici. Il laboratorio è inteso come spazio intersoggettivo, relazionale, in cui il processo di riflessione è co-costruito e il soggetto non è uno spettatore ma partecipa attivamente all’ elaborazione del pensiero.

OBIETTIVI DEL LABORATORIO DI FILOSOFIA

  • Stimolare non solo le capacità di ragionamento, ma in particolare quella dimensione del pensiero che riconosce un ruolo considerevole all’affettività, alle esperienze valoriali, alle emozioni. Attraverso questa modalità di pensiero che si traduce in azione è possibile dare senso e valore alla realtà.
  • Promuovere legami cooperativi, sperimentando modalità di interazione, comunicazione ed espressione esercitate attraverso un atteggiamento riflessivo.
  • Valorizzare l’unicità e la singolarità di ogni partecipante.
  • Gestire la conflittualità attraverso l’interazione solidaristica e il confronto con la diversità dell’altro.

METODOLOGIA DEL LABORATORIO DI FILOSOFIA

L’iter metodologico prevede, prima dell’inizio del laboratorio, una serie di incontri preliminari con il dirigente scolastico e gli insegnanti, volti a condividere l’impianto organizzativo e il progetto di lavoro.Le attività laboratoriali sono inserite all’interno della programmazione curricolare e si lavora in orario scolastico con gruppi classe. Gli insegnanti possono partecipare alle attività e seguire l’intero processo. Vengono individuate varie forme di coinvolgimento a diverso livello anche con le altre componenti del sistema scolastico.Il laboratorio è condotto da un filosofo o da uno psicologo con il ruolo di facilitatore del processo di ricerca e da un osservatore partecipante. La metodologia di lavoro è aperta e flessibile ed emerge dal confronto e dalla partecipazione attiva di bambini e insegnanti nella co-costruzione delle sessioni del laboratorio.

Per avviare il dialogo filosofico vengono utilizzati i testi narrativi di Lipman, racconti in forma dialogica diversificati in base all’età. Le storie propongono situazioni problematiche emergenti dall’esperienza di tutti i giorni, che i protagonisti tentano di interpretare attraverso la riflessione e la discussione in comune, raggiungendo questioni di natura filosofica a partire dall’episodio circostanziato. Prerogative sono la lettura collettiva dei racconti e il confronto: i bambini propongono le domande che sono state suscitate dal testo a partire dalle quali si dà inizio ad un dibattito con la partecipazione dell’intero gruppo. Il testo diventa un pretesto per pensare e condividere il proprio pensiero con gli altri. I testi narrativi possono integrarsi con altre forme espressive come il disegno e la scrittura di storie.

È prevista nel corso del progetto, una raccolta di materiale prodotta durante e dopo le sessioni che testimonierà il processo compiuto dagli alunni.