Genitori e figli di fronte alle regole

L’importanza delle regole nell’educazione dei figli è un tema sempre attuale e può rappresentare una delle sfide più difficili con cui i genitori si confrontano.  La funzione normativa genitoriale è fondamentale poiché offre al bambino una cornice contenitiva e coerente entro la quale imparare  a comprendere la differenza tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, ad autoregolarsi ed a stare in relazione, tenendo conto delle emozioni e delle esigenze degli altri.  Possiamo pensare ai limiti come agli argini che incontra un fiume nel lungo percorso verso il mare aperto, senza i quali strariperebbe.   Allo stesso modo un figlio per crescere ha bisogno di acquisire le regole, all’interno delle quali può esprimersi in modo autonomo e tuffarsi con sicurezza nel mondo adulto. Spesso capita che i genitori si trovino a gestire reazioni oppositive del bambino alle proprie richieste, che si manifestano attraverso  il rifiuto o comportamenti dispettosi. Non alzarsi da tavola, andare a dormire ad un certo orario, mettere ordine nella propria stanza, fare i compiti, limitarsi nell’uso dei giochi elettronici, sono solo alcune delle regole alle quali un figlio può ribellarsi mettendo a dura prova gli adulti, che  si trovano impegnati in un estenuante tira e molla.

A volte le manifestazioni di protesta vengono messe in scena nei luoghi pubblici e nei momenti in cui il genitore si sente maggiormente esposto all’imbarazzo.  Di fronte a tali reazioni si può pensare: cosa sto sbagliando? Come mai mio figlio continua a comportarsi cosi?  Ci si può sentire disorientati, arrabbiati o impotenti soprattutto se si interpretano tali rifiuti o provocazioni  solo come una sfida, un vero e proprio affronto al ruolo di genitore. Ma allora  perché a volte è così difficile trasmettere le regole a un figlio? Come mai non si riesce ad aiutarlo a rispettarle  ed a riconoscere i confini che non deve superare?I genitori solitamente  si interrogano  a partire da aspetti comportamentali, che ruotano intorno a quello che  il figlio dovrebbe o non dovrebbe  fare, in realtà queste difficoltà hanno a che fare anche con le proprie aspettative verso le regole, a volte non completamente consapevoli, ma che sono contrassegnate da una serie di ambivalenze.

La funzione normativa  verso i figli riflette infatti  anche l’atteggiamento e i significati interiorizzati dai genitori stessi verso le norme sociali, le istituzioni, le regole educative.   Sono importanti  le  esperienze, le rappresentazioni,  che essi  hanno maturato rispetto al senso delle regole attraverso la propria storia.  Nella relazione si sviluppa quindi a livello implicito un gioco di specchi tra quello che i genitori sono stati come bambini ed il confronto col proprio figlio, che si esprime attraverso identificazioni reciproche o capovolgimenti dell’esperienza. In fondo quando un figlio si comporta in modo fastidioso sta comunicando  anche qualcosa che riguarda la relazione.  Dietro un’intenzione del genitore a dare delle regole, potrebbe per esempio emergere inconsapevolmente una resistenza a porre il limite, frutto della frustrazione che si teme di dare al figlio.  Se il genitore infatti nella sua storia  ha vissuto  con dolore le regole,  solo come imposizione o  svincolate da una dimensione affettiva, potrebbe  nutrire un’ambivalenza nel darle al figlio, preoccupato di farlo soffrire come lui.  Oppure all’opposto un genitore potrebbe aver fatto un’esperienza di confusione rispetto ai limiti nella sua infanzia e finisce col trasmettere le regole in maniera troppo rigida, preoccupato che anche il figlio si ritrovi a vivere un’esperienza caotica.

L’ambivalenza che vive il genitore  di cui magari non è consapevole, può essere quindi colta  implicitamente dai figli, che  potrebbero reagire opponendosi. A volte pur sapendo quale sarebbe l’atteggiamento giusto da proporre, qualcosa sfugge e non si riesce bene a comprendere quello che sta accadendo, poiché contemporaneamente anche i genitori stessi possono vivere dei conflitti rispetto a tale questione. L’educazione dei bambini alle regole, infatti, va oltre l’aspetto comportamentale, poiché  sono rilevanti anche le emozioni, i pensieri o i ricordi che si attivano nell’adulto quando si confronta con i limiti, e che potrebbero essere in contraddizione con quello che intende fare. Anche se un genitore spesso vorrebbe  che i figli  facessero un’esperienza diversa dalla propria, a volte invece senza rendersene  bene conto,  si ritrova  a rappresentare  silenziosamente gli scenari del bambino che è stato.

Dott.ssa Margherita Rosa