Le misteriose coincidenze della sincronicità

Quante volte capitano delle  misteriose coincidenze, pensare ad una persona ed incontrarla inaspettatamente, sognare qualcuno e ricevere subito dopo una sua telefonata. Alcuni ipotizzano un messaggio dietro a questi eventi, come un segno del destino, altri attribuiscono la spiegazione al caso. Lo psicologo C.G.Jung parlava della “sincronicità”, ad indicare una coincidenza significativa tra un evento psichico (un sogno, un pensiero, un’immagine) e un evento oggettivo, collegati da un legame di significato senza un rapporto causale o evidenza logica che possa spiegarne il collegamento. Jung e il fisico W. Pauli svilupparono varie teorie su questi fenomeni, dalla prospettiva della psicoanalisi e della fisica quantistica.

Secondo i due studiosi la realtà fisica e quella psichica sono collegate da un ordine che non segue la logica causa-effetto, per cui un evento può essere causa o conseguenza di un altro. Al contrario, fenomeni psichici e fisici si corrispondono e sono entrambi espressione di un unico senso che emerge simultaneamente. Questa idea fa riferimento ad un livello profondo dove psiche e materia costituiscono degli elementi reciprocamente interconnessi di un unico sistema. Gli eventi sincronistici avverrebbero quando si attraversa un periodo di cambiamento o di intensità emotiva, durante il quale aspetti psichici profondi emergono, manifestandosi attraverso delle corrispondenze con la realtà simbolicamente evocative. Jung affermava che tali coincidenze diventano significative perché rivelano qualcosa di profondo per chi li sperimenta, assumendo un senso particolare per l’individuo alla luce della propria soggettività. Possono rappresentare un’apertura verso il proprio inconscio, oltre ciò che appare alla luce della razionalità, rivelando qualcosa di sé ancora in ombra ed indefinito.

Siamo spesso abituati ad utilizzare la logica per rapportarci alla realtà, attraverso interpretazioni lineari che rimandano ad un’idea di prevedibilità. In questo senso si tende a guardare se stessi e gli altri attraverso categorie stabili, che aiutano ad orientarsi.  Questa tendenza conservativa però, coesiste con una vocazione trasformativa del soggetto, che resta anche aperto a potenzialità di cambiamento. Le coincidenze sincronistiche evocano la possibilità di attingere ad una dimensione non prevedibile, che può espandere la comprensione verso una maggiore complessità no non c’entra. Attraverso queste coincidenze il soggetto può entrare in contatto con uno spazio sospeso, ancora indefinito, in cui sviluppare nuovi e diversi modi di essere. Jung citava l’esempio di una sua paziente molto razionale, che dopo aver sognato uno scarabeo d’oro, vide un coleottero dall’aspetto dorato colpire la finestra. La riflessione su questa sincronicità aiutò la paziente a cogliere aspetti di sé più emotivi e spontanei che stavano emergendo.

Questo anelito a trascendere il conosciuto, ad andare oltre può essere esperito attraverso i sogni e varie forme espressive come l’arte e la musica, che possono toccare l’individuo nel profondo.  In modo simile le coincidenze significative rimandano ad una realtà più complessa e misteriosa, che spesso non emerge e sfugge alla comprensione immediata. Questi due mondi, ciò che appare e ciò che è in ombra, si influenzano reciprocamente, come aspetti interconnessi dell’individuo. Nella dialettica tra ciò che si conosce di se  e ciò che invece è  ancora da scoprire, si amplia la percezione della propria identità. Attraverso il proprio   sguardo si  si colora e si influenza  la realtà di cui si è parte, in un processo circolare, trasformandola alla luce della propria  soggettività.

Dott.ssa Anna Consuelo Cerichelli

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