La memoria, officina dei ricordi

A volte ripensando ad un evento  appare diverso da come lo ricordavamo La percezione del passato infatti  può cambiare col tempo e assumere sfumature differenti. Spesso invece la memoria  viene immaginata come un magazzino, dove i ricordi sono conservati in modo statico.  Le attuali concezioni evidenziano  in realtà come sia anche una facoltà dinamica, che modifica e rielabora ciò che è stato vissuto. L’esperienza infatti lascia delle tracce, ma allo stesso tempo ciò che  sperimentiamo nel presente può ridefinire la percezione della propria storia.

Per comprendere questo processo, vediamo intanto che le informazioni vengono assimilate attraverso due sistemi di memoria, esplicita ed implicita. La prima fa riferimento a memorie  rappresentative, linguistiche e simboliche (il significato delle parole, il ricordo di eventi specifici). La seconda  invece riguarda comportamenti motori appresi (come andare in bicicletta), ma anche gli  schemi di relazione messi in atto in modo automatico.  Queste memorie non sono depositate in qualche luogo della mente, ma vengono codificate e rievocate attraverso diverse reti  neurali. Ogni volta che un ricordo emerge alla coscienza,  subisce delle alterazioni, alla luce dello stato emotivo e della qualità dell’esperienza del momento presente. La memoria in questo senso piuttosto che ad un registratore che riproduce fedelmente quanto si è vissuto assomiglia più ad un’ officina, in cui diversi elementi vengono continuamente riassemblati.

Questo processo di revisione dei ricordi ha lo scopo di garantire un adattamento migliore ai cambiamenti a cui si va incontro, rielaborando l’esperienza in modo funzionale rispetto alle esigenze attuali. Proprio per questo si possono percepire le situazioni in modo nuovo con il trascorrere tempo.  Ad esempio quando si ha un figlio, si possono ripensare  gli eventi della propria  infanzia. Oppure  se si inizia una  relazione sentimentale,  si  vedono con occhi diversi le precedenti.   Altre volte invece questa rielaborazione sembra difficile, come quando si è stanchi o sotto stress e  si fatica a ricordare.  La sofferenza psicologica ad esempio rende  arduo vedere  delle alternative nel presente e rileggere  il passato, come quando si attraversa una fase depressiva .  In questi casi  ci si  può sentire  ancorati ai ricordi negativi ed  intrappolati nella mancanza di speranza per il futuro.

Anche se la memoria a volte sembra convalidare una percezione di immobilità, in realtà è una facoltà in movimento come la vita.  L’esistenza di ognuno infatti è in continua trasformazione, con momenti di apertura o chiusura  al cambiamento. La memoria è dunque influenzata  dalla disposizione personale, che oscilla tra il desiderio di restare fedeli ad una certa immagine  di sé e la spinta ad evolversi. In questa dialettica i  ricordi  si muovono  nel tempo tra staticità  e  trasformazione, aggiungendo ed integrando nuove tonalità con i colori del passato.  

 Dott.ssa Anna Consuelo Cerichelli

 

 

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