L’insonnia e il timore di un mondo sconosciuto

E’ notte e le ore passano; pensieri e immagini della giornata trascorsa sorgono alla mente, si cerca una posizione più comoda o ci si alza cercando di fare qualcosa, la stanchezza aumenta ma il sonno non arriva.  Cosa succede in queste situazioni?  A volte può non essere facile addormentarsi e la persona può vivere con malessere e preoccupazione l’avvicinarsi del momento del sonno. Quando questa difficoltà è frequente e influisce sull’attività quotidiana della persona, possiamo parlare di “Insonnia”. Questa si manifesta in vari modi: difficoltà di addormentamento, risvegli notturni frequenti ma brevi, uno o più risvegli prolungati o risveglio mattutino precoce.

Questa difficoltà può essere un modo con cui la persona sta cercando di esprimere un disagio relativo ad alcuni aspetti del proprio mondo interno ed è presente in modo trasversale nelle varie età, dall’infanzia all’età adulta. Durante l’infanzia il sonno ,come il mangiare e il gioco, è un’attività attraverso cui il bambino sviluppa la propria individualità, acquisisce autonomia ed esprime importanti aspetti del suo mondo interpersonale. Il bambino acquisisce i ritmi sonno veglia progressivamente, dunque è frequente che abbia un sonno irregolare.  Addormentarsi per il bambino rappresenta un primo momento di separazione dai genitori significa distaccarsi dalle sicurezze abituali rappresentate dalle figure di accudimento. Un’altra ipotesi riguarda la necessità che avverte il bambino di rimanere sveglio e vigile per controllare una realtà emotiva che avverte come precaria. Uno scenario relazionale caratterizzato da conflittualità o dalla presenza di difficoltà emotive nei genitori, può essere vissuto con un senso di disagio e con ansia. Il bambino dunque nella sua difficoltà relativa al sonno può esprimere paure relative alla solitudine, all’abbandono e all’ assenza immaginaria delle figure di accudimento.

L’ insonnia durante la crescita può presentarsi in vari momenti della vita o in particolari periodi di passaggio.  Preoccupazioni, lavorative o relative alla vita intima, eventi di vita stressanti, cambiamenti personali e relazionali ,possono attivare sensazioni e pensieri con cui la persona può fare fatica a confrontarsi. L’ insonnia può essere espressione di vissuti di frustrazione e insoddisfazione che l’individuo fa fatica a fronteggiare e ad elaborare nella sua vita diurna. La persona potrebbe vivere queste emozioni come destabilizzanti per il proprio equilibrio e temere che abbandonarsi al sonno equivalga ad immergersi in un mondo interno  sconosciuto. L’insonnia può anche essere un segnale di uno stato di allerta e di vissuti di ansia, dati dalla necessità di dover controllare degli aspetti della propria vita diurna. A volte nell’adulto l’insonnia può essere anche il segnale di una difficoltà più profonda che può rimandare a problematiche di tipo ansioso o depressivo o ad altre condizioni sottostanti.

Possiamo affermare quindi che quando la persona vive un problema di insonnia, potrebbe esserci una paura di contattare  aspetti più profondi di se stessi e il  timore di fronte al cambiamento.  Il sonno è infatti  anche un momento di rigenerazione interna dove alcuni aspetti di sé vengono trasformati in qualcosa di nuovo.  L’Insonnia dunque nei vari momenti della vita, rappresenta un modo in cui il mondo inconscio  della persona chiede di emergere ed essere ascoltato ed integrato nell’equilibrio cosciente dello stato di veglia.

Dott.ssa Anna  Cerichelli

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