La balbuzie infantile: quando la comunicazione si blocca

Il bambino vorrebbe esprimersi, eppure le sue parole si interrompono e il discorso resta sospeso come trattenuto sulla soglia. Nella balbuzie infantile la comunicazione si blocca, inceppandosi attraverso delle esitazioni o ripetizioni. Ma dietro la difficoltà di articolare le parole può celarsi un’esperienza più complessa, che emerge nella distanza tra ciò che il bambino vuole comunicare e la possibilità di esprimersi liberamente. Quando nella balbuzie la parola inciampa, non osserviamo solo un problema di linguaggio ma un sintomo che può segnalare questioni più profonde legate alla propria esperienza emotiva e relazionale. La balbuzie si colloca infatti tra dimensioni diverse: il funzionamento neurofisiologico, lo sviluppo del linguaggio, la vita affettiva e il rapporto con gli altri. Per questo può essere utile guardare a questo disturbo non solo come un sintomo che riguarda il linguaggio, ma come un’esperienza che coinvolge il bambino nella sua soggettività, con il suo modo di stare nelle relazioni e di potersi esprimere.

Accanto agli interventi specificamente rivolti alla fluenza verbale, la riflessione psicologica si sofferma quindi sul significato che il sintomo può assumere nella storia soggettiva di ciascun bambino. Questo tipo di difficoltàpuò essere affrontata sia con il trattamento logopedico, per quanto riguarda la produzione linguistica, sia con la psicoterapia relativamente alle dimensioni emotive e relazionali. Non sempre ciò che il bambino vive riesce a trovare espressione attraverso le parole. Preoccupazioni, conflitti, vissuti difficili o aspetti di sé ancora poco riconosciuti possono esprimersi in forme indirette, talvolta attraverso il corpo, altre volte attraverso difficoltà nel linguaggio. La psicoterapia può aiutare il bambino a dare un nome e una forma a ciò che inizialmente appare confuso, trattenuto o difficile da comunicare. In questa prospettiva, la balbuzie può essere letta anche come un tentativo di esprimere qualcosa che non ha ancora trovato una modalità più diretta di rappresentazione. A volte ciò che non riesce a essere detto apertamente sembra affacciarsi proprio nel modo in cui la parola procede, rallenta, si interrompe o incontra un ostacolo.

Le disfluenze compaiono spesso in una fase dello sviluppo in cui il bambino sta acquisendo una crescente padronanza del linguaggio ed è chiamato a mettere in parole pensieri, emozioni e intenzioni all’interno delle relazioni che lo circondano. Molti bambini che balbettano raccontano una difficoltà che non riguarda tanto il contenuto di ciò che desiderano comunicare, quanto il momento in cui devono dirlo davanti agli altri. Intervenire in classe, parlare in un gruppo, sentirsi osservati può trasformarsi in un’esperienza particolarmente faticosa. All’imbarazzo si aggiunge talvolta il timore di non riuscire a esprimersi come si vorrebbe o di essere giudicati, alimentando sentimenti di frustrazione e inadeguatezza. E’ importante anche considerare che la balbuzie tende spesso a modificarsi a seconda del contesto. Quando il bambino gioca da solo, parla tra sé e sé, canta o recita, la parola può scorrere con maggiore facilità, come se in assenza dello sguardo valutativo dell’altro la tensione si allentasse. Questo aspetto suggerisce quanto la balbuzie prenda forma all’interno della relazione e delle condizioni emotive che accompagnano l’atto comunicativo.

Lo scambio con l’altro può essere carico di aspettative e comunicare può diventare un attraversamento incerto, nel quale ogni passo richiede un controllo su qualcosa che potrebbe continuamente sfuggire. Le emozioni cercano una via d’uscita e allo stesso tempo sembrano trattenute dalla paura di ciò che potrebbe accadere una volta espresse. Come un ruscello cerca il suo percorso esitando in alcuni punti prima di trovare la strada, il bambino può trovarsi impegnato in una silenziosa battaglia con le proprie parole. Da una parte c’è il desiderio di esprimersi, di essere visto e compreso, dall’altra il timore di esporsi, di sbagliare, di non riuscire a dire ciò che sente davvero.  La balbuzie infantile ci porta a riflettere sul valore della comunicazione nelle relazioni.  Anche un discorso interrotto racchiude l’intenzione di raggiungere l’altro, per esprimere qualcosa di sé e trovare ascolto nella relazione. In questo processo, le esitazioni e le interruzioni sono il tessuto dell’incontro possibile, che possono trovare un senso diverso nella relazione.

Dott.ssa Margherita Rosa

Vieni a trovarci presso il nostro Centro sito in zona Laurentina, dove uno psicoterapeuta saprà aiutarti con percorsi di consulenza psicologica e psicoterapia rivolte ai bambini che soffrono di balbuzie

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI